Un cittadino di Collesalvetti, in provincia di Livorno, ha ricevuto una bolletta dell’acqua risalente a 14 anni fa con una richiesta di pagamento di 59 centesimi. La comunicazione è arrivata da ASA (Azienda Servizi Ambientali) il 5 febbraio 2025 e informava il destinatario che l’importo risultava non saldato dal 10 agosto 2011.
L’episodio ha sollevato interrogativi sulla gestione delle fatture arretrate e sulle modalità di comunicazione adottate dalle società di fornitura dei servizi pubblici. Il cittadino, sorpreso dalla richiesta dopo così tanto tempo, ha sottolineato come sia insolito ricevere un avviso di morosità per una somma così esigua e a distanza di oltre un decennio.
Secondo le normative in vigore, i crediti di questo tipo possono essere soggetti a prescrizione, generalmente fissata in cinque anni per le utenze domestiche. Tuttavia, la società fornitrice può ritenere ancora valido il debito se ha inviato solleciti nel corso del tempo.
Non è la prima volta che emergono casi simili nel settore idrico. Problemi legati a fatturazioni tardive e solleciti per importi minimi sono stati segnalati in diverse aree servite da ASA, che gestisce la distribuzione dell’acqua nella provincia di Livorno. Situazioni come questa potrebbero indicare la necessità di una maggiore trasparenza e tempestività nella gestione amministrativa delle bollette.
Sulla vicenda è intervenuto il Movimento Consumatori Toscana, attraverso il suo presidente Benedetto Tuci, il quale ha espresso preoccupazione per episodi di questo genere: “E’ inaccettabile che un cittadino si trovi a dover fronteggiare una richiesta di pagamento dopo 14 anni, per un importo così irrisorio, senza alcuna giustificazione plausibile da parte dell’azienda fornitrice del servizio”. L’associazione ha annunciato che valuterà eventuali azioni a tutela dei consumatori per evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro.
Il caso ha riacceso il dibattito sull’efficienza dei sistemi di fatturazione e sulla tutela degli utenti rispetto a richieste di pagamento che giungono con anni di ritardo. Movimento Consumatori Toscana consiglia ai cittadini di verificare attentamente le comunicazioni ricevute e, in caso di dubbi, di
rivolgersi all’associazione.